Nel 1968, a Milano, l’archivio universitario

custodisce un orologio antico trovato in un

edificio abbandonato. L’orologio non segna mai

lo stesso orario, ma quando lo tocca un uomo,

Vittorio, si ritrova trasportato nel 1958,

all’epoca della sua prima amata, Isabella, morta

in un incidente stradale. La sua mente è legata

al meccanismo dell’orologio: ogni volta che lo

manipola, cambia l’epoca.

Vittorio incontra la professoressa enigmatica,

Elena Moretti, che lo osserva con sospetto. Lei

ha già visto quel tipo di distorsione temporale

e sa che ogni modifica al passato altera il

presente. Ma Vittorio non si ferma. Con l’aiuto

di Elena, cerca di salvare Isabella, ma ogni

tentativo fa sì che lei viva una vita diversa—

ogni volta più lontana da lui.

La rivalità tra i due nasce quando Vittorio, in

una versione alternativa del 1958, si innamora

di un’altra donna, Caterina, che aveva rifiutato

Isabella. La gelosia e l’ira lo spingono a

tornare nel presente, dove Caterina è sposata

con un uomo ricco e potente, mentre Isabella è

semplicemente un fantasma.

Elena scopre che l’orologio non è un oggetto

qualsiasi, ma un residuo di una guerra tra forze

invisibili che governano il tempo. Il suo uso

ripete sempre lo stesso ciclo: il passato può

essere modificato, ma non cancellato. Ogni volta

che Vittorio torna indietro, il presente si

frammenta.

In una notte di tempesta, Elena convince

Vittorio a lasciare l’orologio al suo posto. Non

c’è più tempo per rivincite o rivalità. Il mondo

meccanico del tempo si chiude su se stesso, e

l’unica soluzione è accettare ciò che è stato.

Il risultato? Un presente che non è perfetto, ma

reale. Vittorio torna a vivere con Elena, non

come amante, ma come un uomo che ha imparato a

guardare il tempo non come nemico, ma come

compagno.