La notte del 12 giugno 1968, nel cuore di Milano,
un uomo entra in un ufficio vuoto. Ha il volto
coperto, ma i movimenti sono precisi. Spara due
colpi in rapida successione, poi si ferma. Il
primo proiettile colpisce un documento segreto;
il secondo, un pannello di controllo. L'edificio
si svuota in meno di dieci minuti. Nessuno vede
chi esce.
Tre giorni dopo, un contabile trova una
chiavetta USB nel cestino della carta. Contiene
un file criptato con un codice a 12 cifre. La
chiavetta è stata lasciata intenzionalmente, ma
nessuno sa perché. L’ufficio era stato chiuso da
mesi, e il codice non corrisponde a nessun
sistema noto.
Il pirata informatico, noto solo come "
Uomini",
aveva riconosciuto la struttura del paese.
Durante l'Anni del Boom, aveva lavorato per il
governo, ma si era rifiutato di gestire le nuove
leggi sulla sorveglianza digitale. La sua
scomparsa avviene poco dopo l’approvazione di un
decreto che obbliga tutti i cittadini a
registrare i propri dati biometrici.
Il codice a 12 cifre è una chiave per accedere a
un database nascosto, contenente archivi di
persone scomparse durante il regime fascista. I
nomi sono stati cancellati, ma i dati sono
conservati in un luogo non accessibile. L’unica
via d’ingresso è un sistema di password basato
su eventi storici: date, nomi di figli, luoghi
di nascita.
Una giovane donna, figlia di un ex partigiano,
scopre il file. Si chiama Anna, ha ventidue anni,
e vive in un quartiere popolare. Le sue radici
sono state eliminate dal sistema, ma lei ricorda.
Conosce il nome della madre, che è scomparsa nel
1943. Sa dove è andata: in un convento fuori
Firenze, dove le donne erano protette.
Anna va a Firenze. Trova il convento, ma non c’è
più. Solo un vecchio frate, ormai sordo, le dice
che le donne sono state trasferite. Non sa dove.
La regola è chiara: nessuno parla di quei tempi.
Chi lo fa, finisce in prigione o scompare.
Il codice a 12 cifre viene inserito in un
sistema illegale di scambio di informazioni. Un
gruppo di studenti universitari, che lavora in
segreto per ripristinare la memoria storica, lo
usa per trovare una lista di nomi. Ma i dati non
corrispondono. Qualcuno ha modificato i record.
La polizia arriva. I ragazzi vengono arrestati.
Anna fugge. Trova un documento che indica un
nuovo luogo: un deposito sotterraneo vicino al
fiume Po. Vi si reca, ma trova solo
un’automobile bruciata e un foglio strappato. Su
di esso, una frase: "Non tutti possono pagare il
prezzo".
La notte seguente, Anna torna. C’è un uomo che
la aspetta. È lui, Uomini. Ha un occhio chiuso,
una cicatrice sul collo. Dice che ha cercato di
salvare chiunque potesse essere accusato. Che il
codice non è un’arma, ma una verità. Che il
sacrificio non è mai finito.
Lui le mostra un elenco di persone, tra cui sua
madre. Ma non c’è modo di restituire loro la
vita. Solo la conoscenza. Lui le chiede di
distruggere il file. Di non farlo diventare
un’arma. Di non permettere che il dolore si
ripeta.
Anna lo guarda. Poi spegne il computer. Lascia
il file in un angolo, e se ne va. L’aria è
fredda, e la città sembra respirare in silenzio.
Il codice è finito. Ma la memoria no.


