Nel 2147, la città di Roma è ridotta a una
metropoli di luce artificiale e gabbie di vetro,
alimentata da corpi umani convertiti in energia.
La legge obbliga ogni cittadino a donare la
propria anima al sistema, ma chi possiede sangue
blu può negoziare un contratto: un anno di vita
extra in cambio di un servizio speciale.
Isabella Conti, ultima discendente di una
famiglia nobiliare distrutta durante la guerra
civile, fugge dal laboratorio dove era
prigioniera. La sua fuga è interrotta da un
invito formale: deve sposare Matteo Venerdi, un
ingegnere del governo, in un matrimonio
combinato per salvare il padre, bloccato in una
cella energetica.
Il giorno del matrimonio, Isabella scopre che il
padre non è morto, ma vive in un corpo
artificiale, mantenuto in vita solo grazie al
contributo delle sue vene. Il contratto prevede
che lei diventi una fonte d’energia per il
sistema, ma il padre le ha nascosto una verità:
il loro sangue blu non è un privilegio, ma una
maledizione. I Conti erano i creatori
dell’energia umana, e il sistema che li ha
distrutti è il frutto del loro stesso lavoro.
Durante la cerimonia, mentre gli altri
spettatori si abbandonano all’emozione, Isabella
spezza la catena del bracciale che le lega al
sistema. Il matrimonio si trasforma in una
ribellione: il padre, riacquistando coscienza,
attiva un virus nel sistema che permette ai
corpi prigionieri di tornare in vita. La città
esplode in una luce rossa, e Isabella, con il
sangue blu che scorre ancora nelle sue vene,
decide di non sposare nessuno.
La legge è crollata. Il sistema è in balia di
un’appassionata trasformazione. L’antica
famiglia Conti non è morta — è rinata.


