Nel 2147, il mondo è governato da una rete
globale di microclimi artificiali, creata per
riparare i danni climatici del passato. Ogni
regione ha un clima assegnato, ma solo chi
possiede un gene modificato può abitarlo.
L’erede ribelle Matteo Moretti vive a Torino, in
un clima artificiale di primavera eterna, ma il
suo passato lo condanna: la sua famiglia, i
Moretti, fu tra le prime a sviluppare il gene, e
ora ne detiene il monopolio.
Matteo non vuole ereditare l’azienda, né il
potere. Ma quando un ex amante, Elena, torna
dopo anni, portando con sé un figlio che non sa
di essere suo, il suo mondo si ribalta. Elena
lavora per un’organizzazione clandestina che
cerca di rovesciare il sistema dei microclimi, e
lui, per proteggerla, deve fingere di
collaborare. La gelosia ossessiva lo spinge a
controllare ogni movimento di Elena, finché non
scopre che lei aveva un altro figlio, nascosto,
e che il bambino di Matteo non è suo.
La regola principale del sistema è: "nessun gene
può essere condiviso senza autorizzazione".
Matteo viola questa legge per salvare Elena,
donandole il proprio gene, ma il gesto attiva un
meccanismo di tracciamento: chiunque riceva un
gene estraneo diventa bersaglio. La seconda
regola dice: "chi tradisce la famiglia Moretti
non può tornare indietro".
Elena fugge, portando con sé il figlio biologico
di Matteo. Lui, invece, rimane bloccato nel
clima di Torino, dove il sole non tramonta mai e
i fiori non muoiono mai. Ma il vento, unico
elemento naturale non controllabile, soffia
forte attraverso le strade deserte, portando con
sé l’eco di un giuramento dimenticato. Matteo,
in un momento di debolezza, giura di trovare
Elena e di farle pagare la sua fedeltà al
passato. Il ricatto sentimentale lo ha distrutto,
ma il clima artificiale non può cancellare la
nostalgia per ciò che era.
Il sistema dei microclimi sopravvive, ma Matteo
Moretti è cambiato. Non è più un erede, né un
ribelle. È un uomo che ha perso il diritto al
vento, ma ha trovato il modo di ricordare.


