Nel 1943, a Firenze occupata, la studentessa
ribelle Elena Moretti ruba una lettera nascosta
nel soffitto della sua casa di famiglia. Scritta
da sua nonna, Maria, l’epistolario rivela che
questa aveva collaborato con i partigiani, ma
era anche sposata con un ufficiale tedesco. La
lettera è un invito a consegnare il nascondiglio
di armi nascoste nella villa — un patto siglato
per salvare la vita del figlio, il padre di
Elena.
Elena si ritrova costretta a tornare a Firenze,
dove vive sotto un falso nome, per negoziare con
un ex compagno di università, Marco, ora soldato
alleato. Lui sa del suo passato attivista e
minaccia di denunciarla se non lo aiuterà a
trovare l’arsenale. Tra tensione e desiderio,
Elena capisce che la sua famiglia non è mai
stata ciò che sembrava.
Un giorno, mentre cerca di distrarre Marco con
un incontro clandestino, un gruppo di fascisti
la cattura. Per salvarsi, Elena mostra la
lettera, rivelando il doppio gioco della nonna.
I fascisti, però, non credono alla storia: il
documento è antico, e la firma non corrisponde a
nessun archivio. Solo Marco, dopo aver letto la
lettera, accetta di aiutarla a farla sparire.
La città è in subbuglio. Il patto tra Elena e
Marco si trasforma in un legame fragile, ma
reale. Quando i tedeschi razionano il cibo, lui
le porta pane e notizie dal fronte. In un
momento di debolezza, lei gli confida: “Non so
più chi sono, ma forse non ho scelta.” Lui
risponde, senza guardare: “Nessuno ha scelta.
Solo un motivo.”
Il 25 aprile, durante la liberazione, Elena
trova la nonna morta in casa, con un biglietto:
“Hai fatto la tua scelta.” Il nascondiglio di
armi è stato trovato, e i partigiani ne hanno
approfittato. Elena, ormai senza famiglia né
patria, parte con Marco verso il nord, portando
con sé la lettera come unica eredità. L’Italia
cambia, e così fa lei.


