Nel 1943, a Firenze, una giovane donna ruba un

codice cifrato da un ufficio postale fascista.

Il codice è un sistema di comunicazione segreta

usato da partigiani e spie. La sua azione salva

centinaia di vite, ma la rende bersaglio di una

caccia che non finirà mai.

Quando il codice viene distrutto in un incendio,

lei si nasconde sotto un nuovo nome, convinta di

aver rimosso ogni traccia del suo passato. Ma

nel 1956, un uomo straniero arriva in città con

un documento che riporta il suo vecchio codice.

Lui dice di essere un erede, ma le sue parole

sono un gioco pericoloso.

Lei rifiuta di parlare, ma l’uomo torna con un

libro scritto in un linguaggio che solo lei sa

leggere. Il libro contiene un piano per

ripristinare il sistema originale, ma anche un

elenco di nomi che includono i suoi amici morti.

Lei deve decidere: rivelare la verità o lasciare

che il codice muoia per sempre.

Un’esplosione distrugge la sua casa. L’uomo è

morto, ma il libro è sparito. Lei trova un

frammento di carta con un numero telefonico.

Chiama, e una voce le dice: “Hai ancora tempo

per cambiare il destino.” Non sa se è una

minaccia o un invito.

Nel 1962, il codice viene ritrovato in un

archivio comunale. Un gruppo di studenti lo

studia, ma il loro lavoro è interrotto da un

arresto. La donna, ormai anziana, torna a

Firenze. Vede i ragazzi in carcere, riconosce il

loro linguaggio. Li libera con un gesto

silenzioso, poi scompare.

Il codice non esiste più. Ma il suo spirito vive

nei nomi che i ragazzi portano con sé, negli

appunti che conservano, nella resistenza che non

si spegne mai.