La guerra è finita, ma la pace non è mai

arrivata. L'uomo si nasconde in una villa al

confine tra il nord e il sud, circondato da muri

di pietra e silenzio. La sua ombra è un'arma, la

sua voce un ricordo. Il corpo che lo protegge,

un ex soldato senza nome, sa che ogni passo in

quel luogo è una condanna.

Le strade sono state riscritte: i fascisti sono

scomparsi, ma il loro ordine vive in nuove leggi.

Chiunque abbia un segreto può essere arrestato

per tradimento. Il guardia non ha scelta. Deve

tenere a bada il capo, ma anche il suo bisogno

di libertà.

Un pomeriggio, un messaggero arriva con un

foglio piegato in due. È un invito a un concerto

a Roma, un posto dove nessuno si aspetta di

trovare un uomo in fuga. Il guardia sa che è un

tranello, ma il capo si affida a lui. Non c'è

alternativa.

Il concerto è in un teatro vuoto, illuminato

solo da candele. La musica è dolce, ma l'aria

pesante. Il guardia vede l'uomo parlare con un

uomo diverso, un estraneo che gli fa domande su

un periodo che non esiste più. Lui non risponde.

Non può.

Tornati a casa, il guardia trova una lettera

nella tasca del capo. Dice che lui non è chi

sembra, che la sua fuga non è una scelta ma un

dovere. Lui non sa cosa fare, ma sa che non può

tornare indietro.

All'alba, il capo lo guarda negli occhi.

Non c'è

tempo per parole. Lui dice solo: "Vai". Il

guardia non obbedisce. Resta. Ma quando la

polizia arriva, lui non è più lì. Solo un

vestito appeso a un chiodo, e un'eco di passi

che svaniscono nel vento.

La città continua a cambiare. Nessuno sa cosa

sia successo, ma il guardia non tornerà mai. Il

suo nome è stato cancellato, il suo lavoro

finito. Solo un uomo in fuga, un corpo che ha

smesso di proteggere.