La luce del sole attraversa le tende di un
appartamento in via Tevere. La donna si alza,
non sa chi sia né dove sia. Un documento sul
comodino indica "Maria Rossi", ma il
nome non le
appartiene. Il telefono suona: un uomo chiede di
"tornare al teatro". Lei non sa cosa sia un
teatro.
Un uomo in abito nero entra nella stanza. Le
dice di essere suo marito, ma lei non lo
riconosce. Lui parla di un incendio, di
un'esperienza traumatica. Lei non ricorda nulla.
Lui mostra foto di un palcoscenico, di
un'orchestra, di una danza. Lei si sente strana,
come se qualcosa dentro di lei cercasse di
tornare a vivere.
Il marito la porta al teatro. I corridoi sono
vuoti, le luci soffuse. Una figura in ombra la
osserva da lontano. Lei si siede in prima fila,
guarda il palco. Improvvisamente, una musica
inizia a suonare. I movimenti delle sue gambe si
muovono da soli, come se la danza fosse parte di
lei. Il pubblico non c'è, ma lei danza.
Un altro uomo entra. Dice di essere un amico del
marito. Parla di un "incidente" e di un
"segreto". Lei non capisce. Lui le mostra un
articolo di giornale: "Ballerina trovata in
stato confusionale dopo l'incendio del Teatro
Reale". Lei non sa se è vero. Lui le chiede di
non parlare di ciò che ha visto. Lei non sa cosa
ha visto.
Nella notte, lei esce. Cammina per le strade di
Roma. Un gruppo di ragazzi la guarda, sussurra.
Lei non sa perché. Arriva a un muro coperto di
graffiti. Uno di essi è un disegno di una
ballerina, con un cuore spezzato. Lei tocca il
muro, e un brivido la scuote. Ricorda qualcosa:
una voce, un dolore, un gesto.
Il marito la trova. Le dice di non andare via.
Lei gli chiede chi è veramente. Lui non risponde.
Lei si gira e fugge. Corre lungo i vicoli, verso
la piazza. Un uomo la blocca: è il medico che
l'ha curata. Le dice che ha subito un trauma
cerebrale, che la sua mente è stata danneggiata.
Ma lei sa che non è tutto.
Si nasconde in un caffè. Un ragazzo le porta un
caffè, le chiede se è la ballerina. Lei non sa.
Lui le mostra un foglio: un appuntamento al
teatro, per la sera. Lei non sa perché, ma va.
Al teatro, il palco è vuoto. Ma quando sale, la
musica ritorna. I movimenti sono naturali, come
se li avesse sempre fatti. Una figura sulla
balconata la osserva. Lei lo guarda, e lui si
volta. È l'uomo che l'ha vista nel muro.
Lui scende, le si avvicina. Le dice che sa chi è.
Che l'ha aspettata. Lei non lo crede. Lui le
mostra un oggetto: un paio di scarpe da danza,
logore, con un sigillo. Lei lo riconosce. Non sa
come, ma lo riconosce.
Lui le dice che l'incendio non è stato un
incidente. Che qualcuno voleva farla morire. Che
lei era la protagonista di una storia che non
doveva essere mai scritta. Lei non sa se
credergli. Ma sa che deve sapere.
La notte seguente, torna al teatro. Trova un
libro nascosto tra i vecchi costumi. Dentro, un
diario. Le pagine parlano di un amore proibito,
di un tradimento, di una vendetta. Lei legge, e
capisce. La sua memoria non è persa: è stata
rubata.
Il marito la trova. Le dice di non leggere quel
libro. Lei lo guarda, e per la prima volta, non
ha paura. Lui cerca di prenderle il libro, ma
lei lo respinge. Lui la minaccia. Lei non ha
paura.
Il giorno dopo, il teatro è chiuso. Ma lei sa
dove andare. Va all'archivio comunale. Trova
documenti su un incendio, su un atto di
distruzione, su un omicidio. Lei non è solo una
ballerina: è una testimone.
Il marito la segue. Le dice che non può andare
avanti. Lei lo guarda, e dice: "Non posso
tornare indietro, ma non devo neanche rimanere
qui". Lui la colpisce. Lei cade, ma non si muove.
Il libro cade a terra. Le pagine si sparpagliano.
Lei guarda il cielo, e per la prima volta, non
ha paura. Sa chi è. Sa cosa deve fare.
Il corpo è in silenzio, ma la danza è dentro di
lei. E anche se non ricorda tutto, sa che non è
finita.


