Nel 1938, l’investigatore stanco Vittorio

Moretti arriva a San Michele, un paese isolato

nel nord Italia, per risolvere una scomparsa. La

famiglia Conti, ricca e potente, lo ha

ingaggiato per trovare la figlia minore,

Isabella, scomparsa durante una festa di

primavera. L’unico indizio è un vecchio libro di

famiglia trovato nella stanza della ragazza,

scritto in una lingua antica che Vittorio non

riesce a decifrare.

La città è governata da un’antica legge: ogni

Conti deve sposare un membro del clan o morire

entro i trent’anni. Isabella aveva rifiutato il

matrimonio con il fratello maggiore, Cesare,

scatenando la collera della famiglia. Il paese è

avvolto da un mistero fantasy — le strade si

trasformano in labirinti notturni, e chi entra

nel castello non ne esce mai più.

Vittorio inizia a ricordare frammenti del

passato: un incendio, un volto familiare, una

voce che lo chiama “figlio di San Michele”. La

sua amnesia non è casuale — è il risultato di un

incantesimo posto sulla famiglia Conti secoli

prima, quando un antenato si oppose a un patto

con le forze dell’aldilà. Il segreto di San

Michele è che ogni Conti, al momento della morte,

deve sacrificare una parte della propria anima

al demone custode del castello.

Durante un temporale, Vittorio entra nel

castello e trova Isabella viva, ma prigioniera

di una visione che la fa rivivere il passato.

Cesare, in preda alla follia, tenta di uccidere

il fratello per mantenere il patto. Vittorio,

però, rompe l’incantesimo con un frammento del

libro, rivelando che lui stesso è il figlio

illegittimo del primo Conti e del demone.

Il complotto dinastico si dissolve quando il

demone, liberato, si fonde con Vittorio,

cancellando il potere dei Conti su San Michele.

Isabella torna in sé, mentre il paese si sveglia

da un lungo sonno. L’amnesia di Vittorio

svanisce, e lui decide di rimanere a San Michele

per ricostruire il presente, portando con sé

un’avventura avvincente che cambierà per sempre

il destino della famiglia.