La biblioteca comunale di Firenze, chiusa da
anni, viene riaperta per un'asta di proprietà
pubblica. La donna, una libraria sensibile, vi
entra senza permesso. Trova un libro nero con un
sigillo di cera, scritto in un latino corrotto.
Quando lo apre, sente una voce dentro la testa:
"Il tuo nome è già scritto".
La città è in agitazione. I fascisti sono
scomparsi, ma il loro spirito si riversa nei
nuovi partiti. La donna riceve un invito a un
incontro segreto nella casa di un ex ministro.
Viene trovata morta con il libro sulle ginocchia,
le dita incrociate come in preghiera. Il sindaco
ordina l'espulsione della sua famiglia, accusata
di eresia.
Un archivista, figlio di un partigiano, trova
una lettera tra i documenti della donna. Dice
che il libro non è un oggetto, ma un voto: chi
lo legge può modificare la vita di chi ha scelto
di non vivere. Lui lo apre, e subito dopo si
sveglia in un'altra stanza, con un uomo che lo
guarda con paura. Il libro gli mostra il futuro:
lui diventerà il leader del nuovo partito.
La donna aveva nascosto il libro in una tomba di
un poeta morto durante la Resistenza.
L'archivista va a recuperarlo, ma trova solo una
copia falsa. La sua fidanzata, una studentessa
di filosofia, lo convince a bruciarlo. Lui
rifiuta. La ragazza lo abbandona, dicendo che
non può vivere con un uomo che ha visto il
potere.
Nella notte, l'archivista apre il libro di nuovo.
Le pagine cambiano, mostrando le sue azioni
passate. Scopre che ha ucciso un uomo per
salvare un amico, ma non se ne ricorda. Il libro
lo costringe a ricordare ogni dettaglio, fino al
sangue sulle mani. Si nasconde nel cimitero,
dove il libro lo chiama con la voce della donna.
L'archivista torna in biblioteca, ma trova il
libro sparito. Una nuova voce dice: "Hai scelto
di non essere più tu". Lui si sveglia in un
ospedale, con un documento che lo definisce
"cittadino senza identità". Nessuno
ricorda il
suo nome. Il libro è scomparso, ma il suo potere
rimane.
La città si riunisce per un discorso del nuovo
leader. Lui parla di riconciliazione, ma i suoi
occhi brillano di un colore strano. La gente lo
guarda con reverenza. Qualcuno sussurra: "È il
voto". L'archivista, ormai invisibile,
osserva
dalla folla. Il libro non ha bisogno di lui. Ha
trovato un nuovo padrone.


