Un'antica villa sul lago di Como è ristrutturata

in un laboratorio sotterraneo. La studentessa

ribelle, Isabella, trova un cubo di vetro con

scritte in un linguaggio sconosciuto.

L'apparecchio emana un'energia che altera la

materia circostante.

La sua famiglia, nota per il commercio di opere

d'arte, ha nascosto il cubo durante la Seconda

Guerra Mondiale. Isabella, iscritta

all'università di Firenze, viene convocata da un

uomo misterioso che le mostra filmati di

un'Italia diversa: città in rovina, gente con

occhi di metallo, strade illuminate da luci

artificiali.

Le viene offerta una missione: riportare il cubo

a un'organizzazione clandestina che lo usa per

modificare la realtà. Il prezzo è la propria

vita. Isabella rifiuta, ma il cubo inizia a

produrre effetti strani: oggetti si trasformano,

persone scompaiono.

Un'esplosione distrugge la villa. Isabella fugge

con il cubo, seguita da uomini armati. In una

stazione abbandonata, il cubo emette un raggio

che cancella i ricordi di chi lo guarda.

Isabella si ricorda di aver visto il cubo in un

dipinto antico, realizzato da suo nonno, un

artista scomparso nel 1943.

Lei e un tecnico disilluso, Marco, cercano di

decifrare le scritte. Scoprono che il cubo è un

dispositivo di "rinascita" creato durante la

guerra, in grado di ripristinare la società in

base a un modello ideale. Ma ogni uso ne degrada

la struttura.

Isabella deve decidere: usare il cubo per

riparare il mondo o distruggerlo. Marco, colpito

da un raggio, diventa un bersaglio. Lei lo salva,

ma il cubo si rompe. La stanza si svuota, il

tempo si blocca.

Isabella rimane sola, con il cubo ridotto a

frammenti. Non sa se ha salvato o distrutto

qualcosa. La sua famiglia è stata cancellata

dalla storia. I ricordi di Marco sono spariti.

L'Italia è tornata al presente, ma vuota.