Nel 1968, Milano brucia di progresso e tensione.

L’imprenditrice spietata Vittoria Moretti,

proprietaria di una catena di fabbriche di

abbigliamento, riceve una lettera anonima: il

suo figlio adolescente è stato coinvolto in una

sparatoria durante un raduno studentesco. La

polizia non trova prove, ma il sindacato

minaccia di bloccare le sue linee di produzione.

Per salvare il figlio e mantenere il controllo

sulle sue aziende, Vittoria stringe un’alleanza

pericolosa con Lucio Marchetti, un ex partigiano

adesso investigatore privato. Non si fida di lui,

ma sa che il suo passato nel movimento

resistenziale potrebbe aiutarla a scavare dove

la legge non arriva.

Lucio accetta, ma ha condizioni: vuole risolvere

un caso vecchio di vent’anni, legato alla

scomparsa di sua sorella, una giovane operaia

che lavorava in una delle fabbriche di Vittoria.

I due si muovono tra i quartieri industriali di

Milano, seguendo tracce di corruzione, traffico

di armi e accordi segreti tra imprenditori e

politici.

Un’esplosione nella zona di Porta Nuova ferisce

gravemente il figlio di Vittoria, e la donna si

ritrova costretta a prendere decisioni che

mettono a rischio tutto ciò che ha costruito.

Nella ricerca della verità, scopre che la sua

azienda è stata usata come copertura per

attività illegali, e che Lucio, con il suo

passato, sa molto di più di quanto abbia

confessato.

Il climax si verifica in una stanza chiusa al

piano superiore di un palazzo in via Tortona.

Confronti urlati, documenti bruciati, un colpo

di pistola che rompe il silenzio. Vittoria, per

salvare il figlio, si sacrifica permettendo a

Lucio di fuggire con le prove. Il suo nome viene

cancellato dalle cronache, e la sua azienda va

in liquidazione.

Ma quando l’estate finisce, un nuovo

imprenditore si presenta ai cancelli della

fabbrica, portando con sé un documento firmato

da Vittoria, sigillo di un’eredità segreta che

potrebbe cambiare il destino di chiunque cerchi

la verità.